Lettera di un compagno sull’8 marzo a Mesagne

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Gabriele Alfiero 08 marzo alle ore 23.55 Rispondi
Stasera si è svolto un dibattito organizzato dall’Officina Arci open source di Mesagne il cui tema era la violenza sulle donne, poiché oggi era l’8 Marzo e cioè la festa delle donne.
L’incontro si è articolato in più parti: il monologo di Giuseppe Vitale; la proiezione dell’intervista al commissario Manzoni; gli interventi di Silvio Molfetta, presidente dell’associazione A.S.T. ; di Claudia Nigro per il comitato regionale pari opportunità; della presidentessa del circolo Arci lesbiche di Lecce e infine le registrazioni delle telefonate a Teresa Mattei e all’autrice della biografia della Mattei.
È stato certamente un dibattito che mi ha lasciato molte informazioni sul fenomeno e soprattutto molti spunti di riflessione.
Dagli interventi è emerso che la violenza sulle donne è un mondo molto complesso e articolato che affonda le sue radici in motivazioni sociali e che ha mille facce o meglio si presenta in maniere davvero differenti… Innanzitutto bisogna parlare della violenza fisica protratta, nella stragrande maggioranza dei casi, da parte di mariti, fidanzati e parenti all’interno delle mura domestiche; ma questa, è una realtà invisibile poiché troppo spesso le donne vittime delle violenze non denunciano gli aguzzini o se lo fanno, tornano sui propri passi… il motivo principale di questo andazzo è che una donna, che magari ha anche figli da crescere, non ha i mezzi economici per staccarsi per esempio dal marito violento, non ha i mezzi per rifarsi una vita ed è costretta a sopportare in silenzio.
Un altro tipo di violenza, o meglio una vera e propria sudditanza, una persecuzione psicologica, è quella che ogni giorno migliaia di donne subiscono per esempio nel mondo del lavoro (contratti meno stabili e remunerati rispetto ai colleghi uomini, lo stalking, ecc…) e che le istituzioni non riescono o non vogliono debellare.
E qui si arriva ad un punto fondamentale: il ruolo delle istituzioni che dovrebbero impegnarsi a non disattendere il terzo articolo della nostra Costituzione, il quale purtroppo ancora oggi non è applicato… basti pensare all’ostracismo del governo alla legge sull’aborto che è veramente un esempio di libertà per le donne o perlomeno è un utile strumento per combattere la piaga degli aborti clandestini permettendo alle donne di abortire in sicurezza in ospedale…. Il Papa deve capire che anche se Sua Santità impone di non abortire, una donna disperata e magari clandestina rischia lo stesso la sua vita nello studio di qualche medico spietato… A questo punto facciamola abortire in sicurezza in un ospedale!
E poi questa sera si è toccato il punto delicato delle violenze e delle discriminazioni su gay e lesbiche. Queste persone come è già tristemente noto vengono perseguitate, picchiate, emarginate da un popolo che oggi più che mai è razzista ed omofobo. Sono da urlare a squarciagola piuttosto le “violenze” inflitte ancora una volta dalle istituzioni che si ostinano a non riconoscere a gay e lesbiche diritti inalienabili come quello dell’unione civile e tutti i diritti che ne scaturiscono… sono stati raccontati episodi di discriminazione da parte delle istituzioni che si sono “vergognate” di patrocinare manifestazioni ed eventi solo perché organizzate da gay e lesbiche o perché queste erano incentrate sul tema dell’omosessualità.
Da tutti gli interventi è emerso che alla base di tutto ci sono ragioni culturali e sociali. Basti pensare a perché ancora nel 2010 una donna debba essere costretta a scegliere ad un certo punto della sua vita tra carriera o famiglia solo perché da noi c’è un’idea della figura della donna che coincide e si ferma a quella della domestica, della mamma, della casalinga senza che possa essere concepita l’idea che la donna in quanto persona possa essere libera di realizzarsi ed emanciparsi nel modo più completo possibile, nel lavoro, economicamente, ecc… tutti sappiamo che per una donna in carriera rimanere incinta è una disgrazia o che per una mamma è impossibile poter lavorare come e quanto una donna che non ha figli. E la colpa di chi è? Ancora una volta delle istituzioni che non legiferano e che non offrono servizi e strutture come accade in altri Paesi europei.
Un ruolo fondamentale per cambiare lo stato in cui la figura femminile versa è quello che i mezzi di comunicazione dovrebbero svolgere ma che troppo spesso svolgono in modo fantasioso o affatto… Infatti, tornando al discorso delle violenze fisiche bisogna precisare che agli occhi dell’opinione pubblica arrivano solo le notizie degli stupri dei rumeni nei parchi che, chiaramente sono azioni deplorevoli meschine e da condannare con fermezza, ma che, se rapportate alla realtà dei fatti e cioè che la maggior parte delle violenze avviene tra le quattro mura domestiche, sono solo una piccola parte. Ed il brutto non sta nell’enfatizzare solo alcune tipologie di violenze per fini vari ma nell’occultazione della restante maggioranza delle violenze che andrebbero invece analizzate e combattute con campagne di sensibilizzazione, leggi ecc…
Ma d’altronde non c’è da meravigliarsi di tutto ciò…. Ormai viviamo in una società in cui i mezzi di comunicazione e ora anche il governo propongono la figura della donna come un oggetto che serve a vari scopi: il piacere sessuale, l’intrattenimento del pubblico…. Basti pensare ai telegiornali che su mezz’ora dedicano quindici minuti a parlare del seno rifatto di quella e dei fidanzati di quell’altra…. Senza tralasciare i vari giornali di gossip, i reality in cui si fanno strada figure femminili che di sicuro non si distinguono per intelletto, carattere o idee…. Non c’è da meravigliarsi poi se oggi le ragazze pensano all’otto marzo come ad un giorno in cui si fa festa in discoteca e si ricevono auguri e mimose.
L’8 Marzo dovrebbe essere un simbolo… il simbolo della lotta delle donne per ottenere tutto ciò che dovrebbe essere loro già dovuto ma che un mondo in cui è l’uomo che comanda non da loro. Ed è questo che mi viene in mente quando penso a Teresa Mattei, un simbolo per tutte le donne.
Voglio terminare con un saluto ed un ringraziamento agli amici dell’Arci di Mesagne, ai Giovani Democratici e all’avv. Fernando Orsini che hanno organizzato questa giornata.
Un “brava” speciale va alla mia amica Tiziana Mingolla.

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